La rete nel mondo arabo assume un’importanza sempre più nevralgica. Lo dimostra l’esplosione di blog, siti e social network. A questo tema è dedicato un Panel Discussion durante il Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia. Mediatrice dell’incontro è l’italiana Donatella Della Ratta esperta di media arabi e collaboratrice di Creative Commons. Molti gli ospiti attesi che, o per problemi legati al visto o per spostamenti arerei impediti dalla nube tossica, non hanno potuto partecipare all’incontro. Unica testimonianza diretta è Naseem Tarawnah il più famoso blogger giordano direttore di un innovativo esperimento editoriale chiamato “7iber.com”.

Il mondo arabo, popolato dal 25% da giovani sotto i trenta anni, diventa pioniere delle nuove teconologie. Infatti, nonostante l’accesso domestico a Internet sia lusso di una elite, sono numerosissimi gli Internet Point e le zone Wi-Fi dove con facilità ci si connette alla rete.

“Il governo giordano – spiega Naseem – ha molto puntato sul binomio Internet-giovani, dato che il paese è povero di risorse petrolifere”. Il giovane blogger inizia la sua avventura creando un blog “The Black Iris” dove tratta di temi giordani in inglese. Da subito si rende conto dell’interesse che la sua pagina suscita anche fuori il mondo arabo. In poco tempo il blog personale si trasforma in una piattaforma bilingue (arabo e inglese) chiamata “7Iber”. I collaboratori aumentano, la gente comune partecipa entusiasta e numerosa alle iniziative della piccola redazione on-line. Sperimentano un giornalismo orizzontale, prodotto dalla gente comune, che cerca di preservare il patrimonio culturale attraverso la raccolta ed elaborazione di storie di gente del popolo. E’ un progetto del tutto auto finanziato tramite alcune attività della redazione come corsi di formazione sui social Network nelle regioni periferiche del paese. Per spiegare l’enorme potenziale di azione racchiuso nella rete Naseem fornisce un emblematico esempio: “Subito dopo un attacco a Gaza abbiamo deciso di pubblicizzare attraverso il blog, Facebook e Twitter una campagna lampo di sole 48 ore invitando la gente a donare viveri e vestiti per i palestinesi. Dopo due giorni siamo arrivati sul luogo stabilito con tre macchine per caricare la roba ma abbiamo trovato centinaia e centinaia di persone. Dopo dodici ore di raccolta abbiamo riempito un tir con 60 tonnellate di aiuti”. Questo è un esempio illuminante di come il tam-tam della rete raggiunge un pubblico sempre più vasto, si diffonde a macchia d’olio, produce risultati grandiosi con pochi e semplici click.

Anche le donne sono protagoniste nel mondo telematico arabo. Le blogger si moltiplicano, collaborano e si uniscono attorno a problematiche comuni e campagne di sensibilizzazione. L’ostacolo della lingua, dato che molte pagine sono scritti in arabo, è facilmente aggirato da Global Voices, una piattaforma che unisce tutti i blog del mondo arabo fornendo traduzioni nelle lingue europee. Global Voices è solidale anche con gli autori che hanno problemi legali dopo aver pubblicato contenuti o espresso opinioni sul web.

Fare informazione dal basso è una pratica che si sta diffondendo anche in quelle zone che,erroneamente, ritenevamo tecnologicamente arretrate. Una nuova chiave di accesso ad un mondo lontano capace di erodere pregiudizi e luoghi comuni che spesso forniscono una ricostruzione distorta della realtà.

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