Piccoli occhiali rotondi, sotto ai baffi una folta barba, ormai scolorita, e nascosto nel taschino, un orologio da taschino di altri tempi. Sul tavolo una tazzina di caffè, già consumato, vista la bustina di zucchero aperta e vuota. Eppure, Lui, resta lì a godersi il passeggio dell’altra gente. Dopo giorni di pioggia e vento gelido, finalmente stamattina anche a Perugia l’inverno sembra essersi definitamene rassegnato al suo letargo. La gente è tutta fuori alla ricerca di qualche raggio, tra cornetto e cappuccino, tra una chiacchiera e un incontro cordiale. Infondo è una bucolica domenica di fine aprile.

Compagna Filippucci, Buon 25 aprile!”. Una voce tonante irrompe nell’ameno quadro firmato da Seurat, se solo fosse in vita. A capire chi sia stato a gridare ci si mette poco, la replica poi toglie ogni dubbio: “Compagna Alessandra Buona festa della Liberazione!Che eleganza questa mattina!”. Questa volta la mimica si arricchisce di pugno stretto e del braccio alzato. La storia si ripete per una mezz’ora abbondante. Lo sguardo dei presenti che lascia spazio a pochi fraintendimenti è: ad un primo momento di grande stupore al quale segue la seconda fase di ilarità per giungere al bivio, qualcuno lo ignora, qualcuno invece non condivide il suo modo di fare troppo plateale.

È il 25 aprile, insomma non è mica Natale o Capodanno! Pensare però che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il suo discorso lo ha fatto comunque e, come ogni anno, anche in questo 2010 c’è stato di che discutere. Il tema stavolta sembra sia: “Un clima sereno.Basta contrapposizioni!”. Dopo le strette di mano, gli applausi e i fischi, si resta ad aspettare che le cose cambino mentre di generazione in generazione, ci si dimentica sempre di più anche il valore di questo giorno e come viverlo.

Se questa volontà di ricordare e celebrare fosse così radicata, allora un “Buon 25 Aprile!” augurato per strada, perché suonerebbe così strano alle orecchie dei più? È il braccio alzato di un nostalgico a creare diffidenza? È l’appellativo “Compagno” a far sgranare gli occhi? O non siamo proprio abituati ad augurarci di trascorrere un 25 Aprile nel pieno del suo significato?Se per ogni domanda c’è una risposta, quella giusta potrebbe essere proprio: Buon 25 Aprile a tutti!

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