La rete, l’informazione di nicchia e l’essere il vero e proprio laboratorio per le nuove generazioni di giornalisti: questo è il futuro dei media universitari.

La tavola rotonda, che ha visto protagonisti tanto periodici su carta stampata quanto canali tv, radio e web di alcuni atenei italiani, ha sottolineato questi elementi come caratterizzanti per l’informazione universitaria d’oggi. Un dibattito che ha toccato anche punti caldi, come quelli riguardanti l’editoria e i finanziamenti, nonché il rapporto delle nostre realtà con le grandi testate.

Dal confronto è emerso che il giornalismo universitario si pone l’obiettivo di fornire un’informazione ‘di nicchia’ riguardante non solo l’ateneo, con le sue opportunità e le sue problematiche, ma anche le realtà ad esso circostanti, con protagonisti i giovani. L’UniversitArea, ad esempio, dedica ampio spazio ad inchieste ed approfondimenti sull’università fiorentina, ma allo stesso tempo ne dedica altrettanto alla promozione e alla valorizzazione di artisti locali emergenti (nel campo della musica, della narrativa, della moda..) che altrimenti resterebbero nell’anonimato, agli sport che passano in secondo piano rispetto al calcio, e a tante altre questioni che non rientrano nell’agenda dei media maggiori.

In secondo luogo, per le nuove generazioni del giornalismo la Rete rappresenta una risorsa indispensabile, dalla quale attingere e sulla quale diffondere notizie sempre fresche. Al suo interno, ogni singolo nodo può contribuire alla creazione di informazioni nuove, in modo attivo e ‘vivace’ – ha sottolineato Romeo di Ustation, il social media network universitario promosso da Umedia e supportato da Telecom Italia per la condivisione di contenuti creativi.

Non solo, ma diviene imprescindibile alfabetizzare sempre di più i giovani all’utilizzo di strumenti e piattaforme diverse. Esemplare Twitter, che con le sue ‘short news’ racchiuse in 140 caratteri sta rivoluzionando il modo di fare e di apprendere informazioni.

Fondamentale, infine, sottolineare il fatto che negli atenei italiani il giornalismo universitario costituisce una vera e propria palestra (in molti casi l’unica) in cui gli studenti imparano a fare informazione in maniera pratica, con metodi sia classici sia multimediali. Opportunità, questa, da cogliere al volo per cominciare a misurarsi con la professione e per poter accedere, un giorno, nel mondo del lavoro, maggiormente pronti e consapevoli.

Chiara Marcelli e Francesco Calia

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