Crisi dei quotidiani, aziende editoriali in perdita e schiere di giornalisti disoccupati.
Eppure basta vedere i link di facebook e le tante note pubblicate per capire che c’è una vera e propria fame d’informazione.
Ma sei i media tradizionali sono più letti, da dove si attingono le informazioni?A spartirsi il nuovo pubblico di lettori sono i giornali online e i blog. Tra i due formati però c’è un abisso: i primi infatti sono testate registrata al tribunale – e quindi sottoposte alle norme sulla stampa – i secondi invece sono “liberi”.  Se la trasposizione sul web dei giornali tradizionali è comunque un simbolo di garanzia, chi stabilisce la qualità e soprattutto la veridicità di ciò che viene pubblicato? Per il momento nessuno, anche se c’era la proposta di creare un “bollino blu” che servisse per identificare i siti approvati. C’è però chi si domanda se disciplinare il web sia una cosa positiva: la rete si è conquistata uno spazio in cui chiunque può facilmente pubblicare le sue idee ed opinioni.

Nasce quindi un problema: è giusto tutelare l’utente limitando la libertà o  lasciare il web uno spazio libero dove tutti possono esprimersi senza condizionamenti? E tu che ne pensi? Posta la tua idea.

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