“Non ci siamo accorti in tempo. In Italia però, negli ultimi anni sta avvenendo una vera e propria involuzione. La mia generazione, al contrario della precedente non ha combattuto per il voto, o contro il delitto d’onore. Nel passato ha ricevuto determinati valori, parecchi, ora è necessario, doveroso che li restituisca alle generazioni future”.

A parlare è Concita De Gregorio, Direttore de l’Unità, mamma, moglie ma prima di tutto donna. La incontriamo in occasione del panel discussion dal titolo “Donne, Media e Potere”. Sul palco del Teatro Pavone tre giornaliste, donne e chissà quanto altro ancora, si confrontano in una discussione aperta e mediata da Emilio Carelli, Direttore di SkyTg24. Oltre alla De Gregorio erano infatti presenti, una redattrice di An-Nahar, Joumana Haddad e una del Corriere della Sera.
Un senso di responsabilità che è stato costruito con delicatezza e che però si deteriora rapidissimamente – sottolinea il Direttore de l’Unità – Di chi è la colpa di quello che è accaduto? Va bene che in generale siamo in una fase di transizione, difficile, dove l’agenda sociale è dettata dalla tv e dalla politica, male tra l’altro. Però c’è bisogno di una reazione indignata collettiva e corale, oltre che di un reinserimento di veri e propri anticorpi dall’interno di questo corpo malato.”

Inutile dirlo, la platea condivide in pieno ogni singola parola. Si parla di adolescenti, delle mode dei book fotografici, dei bagni del presidente quanto della religione e della paura del corpo delle donne, nascosto dietro un burqa o piuttosto mercificato dietro una vetrina. “Sapete che gli uomini non riescono a fare due cose contemporaneamente no?C’è proprio un discorso fisiologico alla base di pensiero lineare per uno e circolare per l’altro!”, ironizza la De Gregorio per smorzare un po’ i toni. “Scherzi a parte, il brutto tempo che stiamo attraversando riguarda proprio la mancanza di responsabilità che c’è, anche nei confronti dell’altro. Ognuno pensa per sé e basta, questo è anche la crisi che lo induce. Non estraneo è il legame Etica – Estetica, perché se riflettette un attimo, il voler nascondere anche il tempo che passa dal proprio volto, il volerlo intrappolare con i ritocchi, in un eterno presente – sottolinea il Direttore – comporta un minore senso di responsabilità per la conseguenza delle proprie azioni, fatte di un prima e un dopo. E se osservate bene saranno proprio i bambini, i primi a risentirne. Sono loro infatti, che devono imparare ancora le conseguenze delle loro azioni. Ricordate la Magnani che diceva: “Non mi truccate perché ci ho messo una vita ad avere la faccia che ho”.
Donna e lavoro, giornalismo e donne: “Non vorrei essere più invitata come l’unico Direttore donna, significa che qualcosa non va”. Ma perché se la donna è così inserita nel mondo del lavoro, se ci sono 8 curricula su 10 di giornaliste donne nelle redazioni, il sistema lavorativo non aiuta la donna a 360gradi, nella maternità per esempio?Sono problemi che si continuano a ripetere ma non a risolvere. Per esempio, gli asili ci sono in Italia ma, se parliamo di rette o di numero di posti, ecco che escono fuori altri problemi, come funghi. “Perché la donna sopperisce alle mancanze del sistema, di continuo. Tanto con i bambini quanto con gli anziani, stando a casa – risponde la De Gregorio – In un circolo vizioso, ci si trascina così, a testa china. Ecco, sarebbe interessante vedere cosa succederebbe se, per un giorno, queste donne, decidessero di non lavorare.” Magari, nel 2012 succederà proprio questo.


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